Relazioni Internazionali

Nel mondo odierno, uno studio sulle relazioni internazionali è l’introduzione all arte e alla scienza, della sopravvivenza dell’ umanità. Karl W. Deutsch

La popolazione mondiale si incrementa di 200 mila persone al giorno: una vera e propria bomba demografica. La criminalità e la violenza si incrementano di pari passo. Negli Stati Uniti, vengono spesi oltre 30 mila milioni di dollari in cocaina ed eroina. Con questa cifra si potrebbe combattere l’anemia nei bambini indiani con un integrazione alimentare a base di ferro Sono 800 milioni le persone, da un emisfero all'altro, che soffrono la fame. E non basta, perché la malnutrizione riguarda un numero ben superiore di persone: oltre 2 miliardi. Nel corno d'Africa, cuore della disperazione, l'80% della popolazione soffre di gravi malattie legate alla malnutrizione. I bambini sono soggetti alla caduta di capelli, fino alla calvizie, alla perdita delle unghie e talvolta anche del primo strato di pelle. I1 mondo è pieno di affamati, perché le risorse sono mal distribuite. Quello che succede nelle “terre lontane” ci tocca sempre di più, ormai il mondo è un villaggio globale come ha suggerito Marshalll McLuhan.
Le relazioni internazionali, sono un ramo delle scienze politiche che studia le relazioni tra unità politiche nazionali, e che definiscono la politica internazionale di ogni Stato o popolo. E’ importante rilevare che il concetto di Nazione – Stato è relativamente nuovo: data non più di 400 anni. Un periodo molto corto se pensiamo ai 5000 anni di storia conosciuta dell’umanità. Generalmente si usano i termini “nazioni”, “stati”, “Paesi” come sinonimi, ma non è sempre cosi.
Lo Stato è un’entità politico-legale. La Nazione invece è un termine più amplio, con sfaccettature culturali e sociali, per esempio, gli Stati Uniti sono la società, è composta da molte nazionalità. I timoresi, per fare un’altro esempio, costituiscono una nazione e gruppo culturale differente nello Stato dell’ Indonesia. I Paesi sono un’entità politica – geografica stabilita in genere da altri Stati e Paesi. In questo quadro è importante una distinzione dei termini per identificare Nazioni e Stati di fatto che hanno una loro unità politica e culturale anche al di fuori delle frontiere. Come diceva Albert Einstein: “il nazionalismo è una malattia dell’infanzia e sciocchezze dell’ umanità.
Il Governo di West Antarctic nel campo delle relazioni internazionali ricerca nuovi attori e si propone di sviluppare relazioni bilaterali non solo con gli Stati, ma anche con i popoli e Nazioni non rappresentati dalle Nazioni Unite. Non ci definiamo ne allineati, ne non allineati, siamo a favore di una politica globale basata sulla Carta dei Diritti dell’Uomo.
Gli antarticlesi, infatti sono un popolo multiculturale e multietnico.
La nostra politica estera non è basata su relazioni di convenienza o di equilibrio, ma su reali scambi commerciali, economici, culturali e sui principi generali ed etici dei Diritti dell’Uomo, senza distinzione di etnia, cultura, religione o credo politico. Le relazioni internazionali sono come un ballo e bisogna almeno essere in due. Il Governo delle Terre Australi, si propone come partner di tutti i Paesi, Nazioni e Popoli che condividono i principi basici stabiliti dalla nostra Costituzione: Il Principato di West Antarctic e gli altri Stati Membri, hanno lo scopo di promuovere la giustizia; le libertà; l’uguaglianza tra i popoli; la sicurezza internazionale; preservare l’ ambiente in tutta la terra e lo spazio; in particolare la tutela delle terre antartiche, il benestare dei propri cittadini, nell'esercizio della sua sovranità, detta i Dieci Principi base e le linee guida della Carta Magna (costituzione) . Garantire la convivenza tra i popoli, ed un ordine econômico, sociale ed equo;

1. Proteggere i cittadini di West Antarctic , i diritti umani, le loro culture, tradizioni, lingue e istituzioni;
2. Promuovere il progresso, la cultura e l'economia per assicurare a tutti i cittadini, una decorosa qualità della vita;
3. Collaborare per il rafforzamento delle relazioni pacifiche, e di una fruttuosa cooperazione fra tutti i popoli della terra;
4. Promuovere azioni effettive per la protezione e preservazione dell’ambiente del Pianeta, cooperando con spirito solidario per la conservazione, la protezione e ed integrità dell’ambiente dell’Antartide, assumendo piena responsabilità con azioni dirette ad uno sviluppo sostenibile delle risorse ambientali, dell´ecosistema, della regione Antartica, di tutto il pianeta e lo spazio;
5. Promuovere i principi e fondamenti pluralisti e democratici, ripudiando qualunque forma di totalitarismo e imperialismo;
6. Difendere l’uguaglianza di tutte le nazioni e la popolazione, del loro inalienabile diritto all’ autodeterminazione.
7. Condannare qualunque manifestazione di intolleranza religiosa, culturale étnica e politica.
8. Ripudiare il terrorismo e la guerra come strumento di affermazione della propria ideologia, di assoggettamento di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie nazionali, e internazionali.
9. Servire da modello per un nuovo Stato ecosostenibile con tasse del 3,5%.

Purtroppo, sempre più spesso le relazioni internazionali sono state usate dagli Stati come gioco e per fare pressioni per ottenere mete e benefici che spesso sono esclusivamente economici. Il risultato del “gioco” è condizionato all’influenza o alla potenza economica o militare dei giocatori. Alla fine del secolo XIX, il sistema di diplomazia bilaterale (tra due Nazioni o Stati) è stato soppiantato dalla diplomazia multilaterale (tra vari Nazioni o Stati) creando dei giochi di potere da cui i più deboli o meno potenti, sono esclusi.
Grazie a questo nuovo sistema le decisioni che pesano oggi su tutta l’umanità, sono prese da una decina di paesi (le “superpotenze”). Come ribaltare questo sistema? E’ un’impresa ardua, forse impossibile, ma qualsiasi tentativo di sovvertire questo nuovo ordine mondiale è utile e può portare grandi benefici per l’umanità. Per questo sono di somma importanza gli organismi internazionali alternativi alle discrepanze delle Nazioni Unite, come il Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace ed altri, Viene spontaneo domandarsi: il diritto internazionale è realmente un diritto? Il diritto internazionale dovrebbe essere una serie di norme che regolano le relazioni tra gli Stati. Ma che dire se queste norme favoriscono i pochi per sopraffare la maggioranza? E che fare quando i “potenti” non ottemperano i trattati in contrasto con la regola pacta sunt servando, che specifica che i trattati vanno osservati. Nonostante il diritto internazionale dovrebbe essere composto da leggi di pace, sempre più spesso si fa ricorso al “diritto di guerra”. Bisogna poi riscontrare che nonostante un apparente sforzo per fare osservare dagli Stati degli standard minimi di giustizia nel rispetto dei diritti umani, questi vengono impunemente violati, proprio dalle grandi potenze. Basta pensare che, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che è un documento sui diritti individuali, firmato a Parigi il 10 dicembre 1948, la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri, secondo alcuni Stati membri, non democratici, dell'ONU, in quanto la dichiarazione di principi dell'Assemblea generale, non è giuridicamente vincolante. La Dichiarazione è composta da un preambolo e da 30 articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona. I diritti dell'individuo vanno quindi suddivisi in due grandi aree: i diritti civili e politici, ed economici, sociali e culturali.
Nel testo originale della Dichiarazione la parola "individuo" è ripetuta in molti articoli. La Dichiarazione può essere suddivisa in argomenti: gli articoli 1-2 stabiliscono i concetti basilari di libertà ed eguaglianza (già sanciti dalla Rivoluzione francese); gli articoli 3-11 stabiliscono altri diritti individuali; gli articoli 12-17 stabiliscono i diritti dell'individuo verso la comunità (anche qui rifacendosi a un dibattito filosofico che va da Platone ad Hannah Arendt); gli articoli 18-21 sanciscono le cosiddette "libertà costituzionali", quali libertà di pensiero, opinione, fede e coscienza, parola, associazione pacifica dell'individuo; gli articoli 22-27 sanciscono i diritti economici, sociali e culturali dell'individuo; i conclusivi articoli 28-30 stabiliscono le modalità generali di utilizzo di questi diritti, gli ambiti in cui tali diritti dell'individuo non possono essere applicati, e che essi non possono essere ritorti contro l'individuo. “La legge è uguale per tutti, tranne che per loro.”, come disse Giulio Andreotti. Lo sviluppo economico è l’unico fattore che può chiudere il baratro tra i paesi ricchi e quelli poveri. Lo Stato di Antarcticland si propongono attraverso alleanze strategiche per sviluppare politiche e relazioni che promuovano gli investimenti nei paesi più poveri e in via di sviluppo, attraverso la firma di trattati d’ amicizia che offrano garanzie agli investimenti dei cittadini di West Antarctic.
A livello internazionale il Governo di West Antarctic e la Presidenza dell’U.T.A. si faranno promotori per le politiche atte a risolvere i problemi politico –sociali, relativi ad una crescita demografica dei paesi in via di sviluppo, che sono circa 92 milioni di persone all’anno. Attività da svolgere anche attraverso l’istruzione, la pianificazione familiare, la razionalizzazione dell’agricoltura, e affrontando i problemi ambientali attraverso un nuovo protocollo, in sostituzione di quello fallito di Kyoto

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